Daifuku

P&E: Daifuku

Per l’ormai seguitissima rubrica Pasticci ed Esperimenti ecco a voi i daifuku!

*applausi*

I daifuku sono dei dolci giapponesi fatti di mochi (farina di riso glutinoso, zucchero e acqua) e possono essere riempiti con diversi ingredienti. Il ripieno più comune dei daifuku è l’onnipresente (e adorata) anko.

Il mio adorato cane Francis sul canale di Youtube Cooking with Dog ha messo a disposizione la video ricetta degli ichigo daifuku, daifuku ripieni di fragola e anko.
Armata quindi di farina di riso glutinoso e anko fatta in casa ho provato a fare i daifuku con le mie mani :D

Farli è stato molto divertente, ho già preparato l’anko in casa un paio di volte quindi non è stato un problema procurarmela, il problema maggiore è stato trovare un modo per cuocere al vapore l’impasto del mochi nella microvaporiera (mai usata prima di oggi) che avevamo in casa. Una volta cotto con un po’ d’ingegno il dramma è stato gestirlo, il mochi è estremamente appiccicoso e va lavorato quando è ancora bollente altrimenti perde la sua elasticità e diventa difficilissimo chiudere l’anko nel daifuku (ne so qualcosa).
Dopo una serie di ustioni, parolacce e prodezze acrobatiche sono riuscita a finirli :wtf:
Scherzi a parte il mochi è davvero qualcosa di fantastico da maneggiare quando è caldo, non penso di aver mai avuto qualcosa con quella consistenza tra le mani, avrei voluto lanciarlo contro il muro in una nuvola di farina :roll:

Beh, dopo tutto questo ciarlare ecco qualche fotina :blush:

Anko appena fatta

Anko appena fatta

Pronti!

Pronti!

Ne manca già qualcuno :P

Ne manca già qualcuno :P

Ta-daan!

Ta-daan!

Il mochi è rimasto abbastanza morbido, quelli che ho mangiato confezionati erano un pelo più compatti e tenevano meglio la forma, magari sarebbe stato meglio cuocerlo più a lungo, chi lo sa :ops:
Ad ogni modo sono venuti bene! Purtroppo non avevo a disposizione katakuriko da spargere sulla teglia e sui mochi quindi ho dovuto usare altra farina di riso (senza si sarebbe inesorabilmente appiccicato a qualunque cosa) e questo forse ha modificato un po’ il sapore finale. Mi pare di averla intravista al Kathay, al prossimo giro la prenderò di sicuro :love:
..e adesso me ne mangio uno con una tazza di tè ;D

Tags: , , , , , , , , , , ,

Thursday, April 2nd, 2009 Cibo, Personal 5 Comments

Zampe di gallina all’opera

Ecco un po’ di cosine uscite in seguito all’isterico agitarsi delle mie abilissime mani:

La prima è lei, la frigidelfa:

Purtroppo non è venuta bene come avrei voluto, mi rendo conto di avere dei limiti tremendi, probabilmente autoimposti, quando si tratta di colorare. Proverò e riproverò, ma dubito che otterrò risultati soddisfacenti a breve.
Approfitto per rinnovare gli auguri a Letizia anche se in ritardo, purtroppo il suo compleanno è capitato in un periodo poco felice :mah:

La seconda creazione invece è straordinariamente un.. bento!
Essì, dopo mesi che non ne toccavo uno ho dovuto rispondere ad un impellente art attack che mi intimava di creare con l’unico tristissimo ingrediente trovato nel frigo: una melanzana.
Questo è lo strabiliante risultato:

Bento melanzana

Bento melanzana

Il contenuto non è esorbitante, l’unica cosa che mi piace è il side dish :grin:
Sopra abbiamo involtini di melanzana grigliata con sottiletta su un letto d’insalata dell’orto
un cup con della Jocca con due pomodori secchi attorno e fiorellino di sottiletta.
Sotto sinfonia di melanzane ( xD )
pomodori secchi e olive di Gaeta sul solito letto di insalata dell’orto con fiorellino di sottiletta.
Nel side dish cubetti di mela con cannella, sopra 2 coniglietti e un sasso-fiore sempre di mela
coniglietto di cioccolato con carotina che guarda il coniglio di mela con sguardo maniaco.

Il terzo prodigio non è altro che la famosa pseudo-torta di mele :roll:
Eccola qui in tutto il suo splendore:

La famosissima pseudo-torta di mele

La famosissima pseudo-torta di mele

Mi è stata chiesta la ricetta in un paio di occasioni ma vi assicuro che l’ho fatta nel modo più basilare possibile arrangiandomi con quello che avevo in casa.

La riassumo molto brevemente:

150g di farina
150g di zucchero
1 uovo
3 cucchiaini di lievito
latte
2-3 mele

Mischiate l’uovo con 2/3 dello zucchero, aggiungere la farina poco a poco alternandola a un po’ di latte facendo attenzione a non far diventare il composto troppo liquido. Aggiungere il lievito e aggiungere le mele tagliate a fette sottili.
Versate il tutto in una tortiera o un contenitore adatto (se i bordi non si aprono usate carta da forno o imburrate per bene aggiungendo un po’ di pan grattato per non farla attaccare).
Infornate a 180° per 30min (potrebbe volerci di più, controllatela ogni tanto col solito metodo dello stecchino)

Tutto qui :puppy:
la prossima volta cercherò un contenitore più adatto ed eviterò la carta da forno, almeno non gli do quell’aspetto da torta “caduta per terra” :ops:

Domani sarà un altra giornata all’insegna degli esperimenti.
Questa volta si fanno i daifuku ;D
Li ho mangiati con Letizia dopo averli presi confezionati al Kathay, sono semplicemente.. fantastici!
Ho già i fagioli a bagno per fare l’anko, la farina per il mochi l’ho presa.. rimane solo da farli :up:

Nel frattempo ho anche fritto del salmone nel tentativo di fare il nanban zuke di salmone come al ristorante, domani vedremo il risultato :drool:

Tags: , , , , , , , , , , ,

Monday, March 30th, 2009 Bento, Cibo, Drawings & Graphics, Ricette 2 Comments

I fagioli dell’ammòre

C’è una cosa che ho sempre invidiato ai giapponesi.
Ok, ce ne sono molte in realtà.. ma una in particolare l’ho sempre amata e non avrei mai sperato di poterla avere sottomano: l’anko.

L’anko non è altro che la pasta di azuki, fagioli rossi conosciuti anche in Italia, usata come ingrediente di moltissimi dolci giapponesi come lo yokan, la gelatina spesso rinominata genericissimamente “dolce giapponese” e sempre presente nei menu dei ristoranti giapponesi in Italia, i dorayaki, quelle specie di pancake ripieni perfettamente tondi che magnava sempre Doraemon o i daifuku, dolci di riso bianchi e tondi.

La mia anko

La mia anko

Qualche giorno fa ho voluto tentare. Visto che ho trovato gli azuki rossi nel negozietto cinese a Varese ho deciso di fare l’anko con le mie manine.
C’è voluto davvero un sacco di tempo, ho dovuto cuocerli per almeno due ore senza mai distrarmi troppo per evitare che si attaccassero o si bruciassero con troppa poca acqua. Un lavoraccio, ma il risultato è stato più che soddisfacente per essere la prima volta!
Il composto mi è venuto stranamente molto più chiaro di quel che immaginavo, i fagioli durante la bollitura iniziale hanno perso moltissimo del loro colore lasciandomi una purea rosa-marrone invece di quella più rossa che vedo di solito in giro. Il sapore in compenso era quello giusto :drool:

Dopo 2-3 giorni il barattolo ormai è quasi vuoto (già nella foto il livello era sceso non poco), da quando l’ha adocchiato mia madre scende a vista d’occhio :ops:
Vorrà dire che ne farò altra… magari per metterla in qualche dorayaki :love:

Ah dimenticavo, grazie a mio padre ho trovato chi mi da un trasformatore adatto alla mia cuociriso.. però a quanto pare non è ancora pronto.. fremo dalla voglia di provarla :toofast:

Chiudo il post con un indovinello..

Il vasetto del mistero

Il vasetto del mistero

Cosa c’è nel vasetto del mistero?

:ahr:

Tags: , , , , , , , ,

Friday, October 24th, 2008 Cibo, Personal 2 Comments

Archives

Categories

My Deviations

Fel Tears by
Loan Shark by iria2k