Dolci
Muffin Mayhem
Di recente preparare muffin è diventato uno dei miei passatempi preferiti. Sono semplicissimi da fare e non devo nemmeno sporcarmi le mani
Ecco un po’ dei miei bambini, dai più recenti ai più lontani:
La ricetta che seguo è davvero semplice:
- 250g di farina
- 200g di zucchero
- mezza bustina di lievito
- 2 uova
- 150ml di latte
- 50gr di burro
- Aromi e ripieno a scelta! (gocce di cioccolato, cannella, frutta, nutella, cacao amaro…)
In una ciotola mischiare la farina, lo zucchero e il lievito.
In un’altra unire le uova, il latte e il burro precedentemente fuso (lo metto in una tazza e poi 40 secondi nel microonde)
Piano piano rovesciare il contenuto della prima ciotola nella seconda mescolando man mano.
Aggiungere gli aromi e il ripieno scelto.
Rovesciate il composto nelle apposite formine (io uso quelle di alluminio usa e getta, solo che le lavo ogni volta e le riutilizzo :P) e buttate tutto in forno a 180° per 15-20 minuti.
Et voilà!
Quelli ai mirtilli che ho sfornato oggi teoricamente dovevano essere lilla, invece hanno assunto un colorino malaticcio poco invitante. La sorpresa è che sono ESTREMAMENTE BUONI, una cosa davvero inaspettata
GNAM.
PS. Il titolo è ovviamente un tributo ai grandi muffin svedesi che giocavano con noi ai tempi di Molten Core
P&E: Daifuku
Per l’ormai seguitissima rubrica Pasticci ed Esperimenti ecco a voi i daifuku!
*applausi*
I daifuku sono dei dolci giapponesi fatti di mochi (farina di riso glutinoso, zucchero e acqua) e possono essere riempiti con diversi ingredienti. Il ripieno più comune dei daifuku è l’onnipresente (e adorata) anko.
Il mio adorato cane Francis sul canale di Youtube Cooking with Dog ha messo a disposizione la video ricetta degli ichigo daifuku, daifuku ripieni di fragola e anko.
Armata quindi di farina di riso glutinoso e anko fatta in casa ho provato a fare i daifuku con le mie mani
Farli è stato molto divertente, ho già preparato l’anko in casa un paio di volte quindi non è stato un problema procurarmela, il problema maggiore è stato trovare un modo per cuocere al vapore l’impasto del mochi nella microvaporiera (mai usata prima di oggi) che avevamo in casa. Una volta cotto con un po’ d’ingegno il dramma è stato gestirlo, il mochi è estremamente appiccicoso e va lavorato quando è ancora bollente altrimenti perde la sua elasticità e diventa difficilissimo chiudere l’anko nel daifuku (ne so qualcosa).
Dopo una serie di ustioni, parolacce e prodezze acrobatiche sono riuscita a finirli 
Scherzi a parte il mochi è davvero qualcosa di fantastico da maneggiare quando è caldo, non penso di aver mai avuto qualcosa con quella consistenza tra le mani, avrei voluto lanciarlo contro il muro in una nuvola di farina
Beh, dopo tutto questo ciarlare ecco qualche fotina
Il mochi è rimasto abbastanza morbido, quelli che ho mangiato confezionati erano un pelo più compatti e tenevano meglio la forma, magari sarebbe stato meglio cuocerlo più a lungo, chi lo sa 
Ad ogni modo sono venuti bene! Purtroppo non avevo a disposizione katakuriko da spargere sulla teglia e sui mochi quindi ho dovuto usare altra farina di riso (senza si sarebbe inesorabilmente appiccicato a qualunque cosa) e questo forse ha modificato un po’ il sapore finale. Mi pare di averla intravista al Kathay, al prossimo giro la prenderò di sicuro 
..e adesso me ne mangio uno con una tazza di tè
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