Giappone

Green tea: istruzioni per l’uso

Il mio primo incontro con il vero tè verde è avvenuto durante la fiera dell’artigianato 2008 a Milano. Prima di allora il tè verde nel mio mondo non era altro che l’intruglio delle bustine Twinings o al massimo le teierine di tè non bene identificato che ti propinano nei ristoranti cino-giapponesi.
Durante la fiera ci imbattemmo nello stand di www.ilmondodelte.it dove finalmente comprai la mia prima busta di sencha e la mia prima teierina allo stand del Kathay poco distante.

Green Tea - Yahoo.com

Green Tea - Yahoo.com

In tutta onestà ammetto di averlo sempre preparato come il normale tè in bustina, pentolino di acqua bollente rovesciato sopra alle foglie di tè (di recente usavo bustine usa e getta vista la mancanza di un filtro adatto alla mia teiera), il tè sempre venuto un po’ amaro, ma la cosa che più mi inquietava era il fatto che non fosse verde ma bensì giallino, a volte quasi arancione.

Finito il sencha ho provato con un tè verde cinese generico, assolutamente arancione e con un sapore di mandorla piacevole all’inizio ma orrendamente amaro una volta raffreddatosi anche solo un pelino.
Da lì ho tentato di guardarmi un po’ attorno cercando altre varietà meno amare, il primo e ultimo fu il Gunpowder Twinings, tè dal sapore fastidioso che a parer mio si avvicina molto alla cenere di sigaretta :cry:

Qualche giorno fa approfittando di un raduno sono tornata al Kathay di Milano e ho finalmente ricomprato l’amato sencha, poco dopo aver messo piede in casa ho subito provato a farmene una tazza col solito metodo: 1 cucchiaino emmezzo di tè a tazza e acqua bollente sopra.
Era tanto amaro da essere imbevibile.

Affranta ho richiuso la busta e l’ho infognata nel mobile pensando che non l’avrei mai più toccata.
Questa sera erosa dalla curiosità e dalla voglia di tè ho dato un occhiatina su google in cerca di consigli sui vari tipi di tè verde e magari rivenditori online.

Eureka.

Quasi per caso ho trovato una pagina che recita: “Le 10 maggiori ragioni per cui il tuo tè non è venuto verde”.
Leggendo quella pagina mi sono resa conto che probabilmente io il tè verde come si deve non l’ho mai bevuto.

Riporto traducendo da http://www.o-cha.com/green-tea-faqs9.htm

  • L’hai messo in infusione con acqua troppo calda. Se l’acqua è troppo calda diventerà amaro. Questo è probabilmente il più comune degli errori, e uno di quelli che influisce di più sul sapore. A seconda della varietà di tè verde, dovrebbe essere messo in infusione a 73-76°.
  • Hai usato del tè vecchio. Il tè verde quando è ben confezionato può durare 6 mesi. Una volta aperto si ha più o meno 2-3 mesi per usarlo. Questo vale per il tè confezionato come si deve (sottovuoto ecc.) se il tè non è stato confezionato bene ed è stato esposto anche in minima parte all’aria probabilmente non è mai stato buono fin dall’inizio.
  • Il tuo tè proviene da un raccolto tardivo. Non è un segreto: il tè migliore viene dai primi raccolti di fine Aprile - inizio Marzo. Ad ogni modo si può avere tutto l’anno.
  • L’hai lasciato troppo in infusione. Dipende dalla varietà, ma in generale non si deve lasciare più di due minuti
  • Hai usato troppo tè. Qui è dove si ha più libertà per correzioni. Anche qui dipende dalla varietà ma per il sencha normale è un cucchiaino ogni 250ml d’acqua.
  • Non hai usato abbastanza tè, per il Gyokuro è necessario usare almeno il doppio del tè che si mette col sencha.
  • Non hai usato acqua buona. Ti serve acqua buona.
  • Hai usato un infusore a pallina o un filtro di carta. Il tè verde è compatto, una volta messo in infusione si espande davvero tanto e ha bisogno di molto spazio per aprirsi.
  • Hai usato una teiera inglese da 2 litri. Se davvero sai cosa stai facendo è possibile usare una teiera occidentale per fare il tè verde, sarebbe meglio usare una fatta apposta.
  • Stai usando tè di qualità scadente. Anche in Giappone la qualità del tè varia considerevolmente di tipo in tipo. Solo perchè il tè viene dal Giappone non significa necessariamente che sia buono.

Sencha - Wikipedia Image

Sencha - Wikipedia Image

Sullo stesso sito ho trovato una pagina che spiega il procedimento per fare il sencha come si deve, completo di PDF da scaricare.
http://www.o-cha.com/brew.htm

Beh insomma, seguendo quelle indicazioni il tè mi è venuto molto buono. Leggero, molto più verde e piacevole.
Se riesco a capire quanto scaldare l’acqua senza farla bollire e poi raffreddare sono a cavallo :up:

Segnalo anche questo articolo di About.com sui vari tipi di tè verde, molto carino per capire un po’ cosa sono tutti quei nomi: http://japanesefood.about.com/cs/drinksteas/a/greentea.htm

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Tuesday, March 31st, 2009 Cibo, Personal 1 Comment

Pasticci ed Esperimenti: Mitarashi Dango

Per la neonata rubrica “Pasticci ed Esperimenti” ecco una cosa che volevo preparare da tantissimo tempo: I Dango.

L’intenzione era quella di prepararli sia come mitarashi dango che come goma dango, ovvero con semi di sesamo nero e zucchero tritati assieme, solo che non sapevo come tritare il sesamo non avendo un mortaio, alla fine ho lasciato perdere e mi sono limitata a fare la salsina per i mitarashi :P

Ed eccoli qui:

Dango

Dango..

Dango

...dango..

Dango

...dango..

..dango daikazoku.

:grin:

Ammetto che nonostante il sapore sia fantastico non mi sono venuti proprio perfetti, ma anzi si sono rivelati un po’ troppo duretti, principalmente perchè ho usato la farina di riso senza glutine, un qualunque giapponese mi prenderebbe a schiaffi a questo punto, però è già tanto essere riuscita a trovare un qualunque tipo di farina di riso all’Esselunga…
La prossima volta che vado a Milano faccio un salto al Kathay e cerco la farina giusta (credo sia la Mochiko), così provo a fare gli An-Dango come si deve (an da anko, la marmellata di azuki rossi) e se ho voglia di spendere un bel trio colorato di bocchan dango (anko, uova e tè verde) :drool:

la ricetta per i mitarashi è molto semplice, appena ho un attimo e voglia abbastanza la metto su nell’apposita sezione :chew:

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Wednesday, January 28th, 2009 Cibo, Personal No Comments

Pasticci ed Esperimenti: Onigiri e Shoyu Tamago

Onigiri al tonno

Onigiri al tonno

Ho deciso di aprire una rubrica sui miei pasticci ed esperimenti di culi-in-aria.
Quest’oggi, colta dal desiderio di giocare con secchiello e paletta, ho tentato nuovamente di preparare degli onigiri che non fossero appiccicosi, mollicci, insipidi, enormi.. insomma… che fossero vagamente decenti!
Non so come dirlo.. ma.. i miei onigiri oggi.. erano.. spettacolari.
Ci ho messo dentro del semplicissimo tonno Rio Mare sott’olio, li ho saltati in padella con la salsa chuno, che ormai metto su qualunque cosa, et voilà. Perfetti o_O
Nel metterli nella pellicola uno mi si è appiccicato alla mano per metà e ne ho approfittato per divorarlo.. :wtf: troppo buono per essere stato fatto da me.

Shoyu Tamago in progress..

Shoyu Tamago in progress..

Nel mentre ho fatto bollire due uova con l’intenzione di trasformarle in Shoyu Tamago, quelle uova marroncine che si mettono nel ramen ma che si possono mangiare anche come felici snack. Al momento stanno marinando in frigo, vado a rigirarle ogni tanto, domani sera sapremo come sono ;D

Intanto che aspetto che le mie uova imbruniscano a dovere consiglio un canale di Youtube davvero fantastico per quanto riguarda cucina e ricette giapponesi: Cooking with Dog!
L’avevo scoperto parecchio tempo fa cercando ispirazione su come fare gli onigiri (i miei mortali nemici :tsk: ). La vocina che parla in inglese è effettivamente un po’ irritante, però almeno si capisce bene quel che dice.

Stasera sono rimasta letteralmente incantata dal video che mostra come prepapare l’Oden, video che propongo qui di seguito:

Peccato che molti ingredienti siano praticamente irreperibili in Italia, sob sob.

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Wednesday, January 28th, 2009 Cibo, Fun, Personal 2 Comments

Dorama e dintorni

Finalmente mi sono decisa ad upgradare Wordpress alla versione 2.7. Il pannello di amministrazione ha completamente cambiato grafica e devo dire che è molto piacevole, nonostante adorassi la versione grigio/azzurra introdotta con Wordpress 2.5 fatta dagli dei di Happy Cog trovo questa un pelo meglio organizzata.
L’unico contro è che mi pare molto più pesante..

Kurosagi

Kurosagi

Sabato pomeriggio mi sono ritrovata a girarmi i pollici, Pat era ad uno stage di aikido e io non avevo alcuna voglia di mettermi a lavorare di sabato..
Quale occasione migliore per cominciare a guardare quella camionata di dorama che avevo da parte?

Cos’è un dorama?
Beh.. potrei pigramente linkare l’articolo su wikipedia, come sempre, e invece stupirò tutti dicendo che i dorama non sono altro che i japanese television drama, semplicissimi telefilm giapponesi sugli argomenti più disparati :grin:
Attualmente ho da parte Kurosagi, Koizora, Maou e Devil Beside You (quest’ultimo viene dalla Cina, nonostante non sopporti molto il cinese parlato :ops: ).

L’unico che ho visto finora è stato Kurosagi, una storia particolare tutta incentrata sulle truffe. Il protagonista è impersonato da Yamashita Tomohisa un figotto abbastanza truce che a dirla tutta non mi dispiace per niente :roll:

Stando sempre in tema Giappone (che sorpresa eh?) avverto che sto per bullarmi del mio ennesimo achievement in campo culinario.

Soba fredda

Soba fredda

Sabato sera al ristorante giapponese ho ordinato la zaru soba, piatto che ho già provato a fare un paio di volte a casa. Beh che dire.. quello del ristorante in confronto al mio era veramente scarsino e insapore :down:

Oh my god!
Che palese vittoria :victory:

Ho già postato la ricetta nella sezione apposita, è molto semplice da fare, l’importante sono le dosi degli ingredienti che compongono la salsina, fateci attenzione :!:

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Monday, January 26th, 2009 Cibo, Dorama, Fun, Personal, Ricette 4 Comments

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