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	<title>IRIA VS the World &#187; Attualità</title>
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	<description>Vita e Lagne</description>
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		<title>Je suis Piggy</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 03:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Fat shaming]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrollando Facebook all&#8217;impazzata sono stata attirata dal quote con cui The Huffington Post propone questo articolo: He doesn’t love me &#8220;despite my thighs&#8221;. He doesn’t love me &#8220;even though I have a belly&#8221;. He&#46;&#46;&#46;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scrollando Facebook all&#8217;impazzata sono stata attirata dal quote con cui <a title="Huffington Post on Facebook" href="https://www.facebook.com/HuffingtonPost" target="_blank">The Huffington Post</a> propone <a title="No, I Won't Be Losing Weight for My Wedding" href="http://www.huffingtonpost.com/xojane-/no-i-wont-be-losing-weight-for-my-wedding_b_7043566.html" target="_blank">questo articolo</a>:</p>
<blockquote><p>He doesn’t love me &#8220;despite my thighs&#8221;.<br />
He doesn’t love me &#8220;even though I have a belly&#8221;.<br />
He doesn’t love me &#8220;while waiting for me to become thin&#8221;.<br />
He loves ME.</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;articolo una ragazza spiega come mai non ha intenzione di mettersi a dieta in vista del suo matrimonio nonostante sia un barilotto.</p>
<p>Eresia.</p>
<p>Leggo sempre questo tipo di prese di posizione coraggiose con la faccia &#8220;me cojoni&#8221; (aka &#8220;not bad&#8221; di Obama) nutrendo grande stima per gli interessati essendo ben conscia di non essere in grado di pensarla in quel modo, nè ora nè mai.</p>
<p>Ammiro molto chi riesce a vivere fuori dagli standard, davvero. So che non è facile vivere da chiapponi e so ancora meglio che c&#8217;è metà mondo pronto a giudicarti negativamente (eufemismo, la realtà un po&#8217; più cruda è che sono pronti a dirti che <em>devi morire e sparire due metri sotto terra in modo da non proporre il tuo orrido aspetto a nessun essere vivente che non siano vermi e batteri</em>) a prescindere da qualunque forma o colore tu abbia.</p>
<p>Dopo molti (MOLTI) anni buttati in una relazione farcita di amore posticcio spaventosamente simile a quello indicato dalle frasi tra virgolette nella citazione, viene da chiedersi &#8220;Perché stare con qualcuno che non ti piace?&#8221; con la stessa perplessità di quando si ritrova nell&#8217;armadio un vestito, mai messo, comprato per &#8220;quando sarò dimagrita&#8221;: p<em>erché cazzo l&#8217;hai comprato se non ci entravi?</em><br />
Oggi potrei benissimo aver detto io le parole che Huffington Post ha citato, eppure, nonostante la situazione felice (o meglio: sana) in cui vivo attualmente, da parte mia non ritengo assolutamente possibile dire: &#8220;va bene così, vado bene così&#8221;.</p>
<p>Potrei fare un discorso sul fat shaming, di come la società ci impone di essere sode, belle e perfettamente depilate anche mentre ci depiliamo (dai, chi ha mai visto un vero pelo in una pubblicità di prodotti depilatori?), di come sia impossibile trovare vestiti sopra la 46-48 nelle catene di abbigliamento più grandi e spesso non vedere niente sopra la L quando si compra anche solo una semplice T-shirt online, ma sarebbe inutile: qualunque messaggio positivo sull&#8217;accettazione del proprio corpo è seguito da un numero infinito di messaggi negativi da parte di medici improvvisati (leggasi: <em>stronzate</em>) che inneggiano alla salute sbandierando nozioni mediche infondate imparate su riviste come Donna Frustrata e Acido Quotidiano.<br />
Qualunque positività sull&#8217;argomento dunque viene glassata d&#8217;odio e intolleranza. Vivi bene con te stessa? COME OSI. Soffri come tutte quante e rassegnati ad una vita di inadeguatezza! Tu e quelle coscione giganti e butterate che ti ritrovi. Culona inchiavabile che non sei altro.</p>
<p>Dunque, che rimane da dire davanti al racconto di una ragazza che vive bene il suo essere un barilotto d&#8217;amore?</p>
<p><em>Bella pe&#8217; lei</em>.</p>
<p>Alzo le mani.</p>
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		<title>To be or not to be Charlie.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 21:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
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		<description><![CDATA[In seguito all&#8217;attacco terroristico al giornale satirico Charlie Hebdo ho assistito ad una preoccupante crisi d&#8217;identità di massa: il pubblico, commosso dalla morte di questo tizio francese di nome Charlie (come Charlie&#46;&#46;&#46;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito all&#8217;<a title="Attentato Charlie Hebdo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_alla_sede_di_Charlie_Hebdo" target="_blank">attacco terroristico al giornale satirico Charlie Hebdo</a> ho assistito ad una preoccupante crisi d&#8217;identità di massa: il pubblico, commosso dalla morte di questo tizio francese di nome Charlie (come Charlie Chaplin!) ha deciso di protestare genericamente contro le cose brutte mostrando il messaggio &#8220;Je suis Charlie Hebdo&#8221;.</p>
<p>No dai, magari non è così brutta come la dipingo, nonostante il trend &#8220;<em>cambio il mondo cambiando immagine del profilo</em>&#8221; sia ormai inarrestabile, è possibile qualcuno l&#8217;abbia fatto con cognizione di causa. E&#8217; possibile.</p>
<p>Non sono qui per fare lunghi elenchi inaciditi spiegando a chicchessia i motivi per cui non è Charlie Hebdo, sono qui per chiedermi quello che tutti avrebbero dovuto chiedersi prima di partecipare al delirio virale: &#8220;<em>Sono Charlie Hebdo?</em>&#8220;.<br />
Nope.<br />
Non lo sono, io sono Gloria Tortorella e non riesco mai a portare la bandiera di qualcuno al 100%. C&#8217;è sempre qualcosa che non mi sta bene. Inoltre non conoscevo nemmeno il giornale prima dell&#8217;attentato, ho forse visto qualche vignetta al centro di qualche scandalo ma non avevo idea di chi fossero gli autori né cosa facessero.</p>
<p>Grazie però all&#8217;ignoranza che eventi come questo fanno emergere dal fondo dello stagno, tra razzismo, xenofobia, ignoranza, buonismo, bigottismo e tipiche reazioni da folla urlante, ho realizzato che <strong>non sono</strong> Charlie Hebdo ma bensì <strong>amo</strong> Charlie Hebdo. Triste che io l&#8217;abbia scoperto nel momento in cui è stato ucciso.</p>
<p>Amo la <strong>libertà di poter criticare</strong>. Niente è perfetto e la critica è necessaria per avere un rapporto equilibrato con qualunque cosa: dalla religione, allo schieramento politico, al nuovo smartphone appena uscito. Ho visto gente indignata inneggiare al rispetto, considerando inaccettabili delle vignette in cui viene preso in giro il proprio dio ma allo stesso tempo non battere ciglio davanti alla repressione degli omosessuali in Russia.</p>
<p>People.</p>
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		<title>Grazie ma no grazie.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 18:59:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera, al telegiornale nazionale, ho visto un servizio che parlava di Brittany Maynard e la sua decisione di togliersi la vita prima di diventare un vegetale a causa di un&#46;&#46;&#46;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera, al telegiornale nazionale, ho visto un servizio che parlava di <a title="Brittany Maynard on Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brittany_Maynard" target="_blank">Brittany Maynard</a> e la sua decisione di togliersi la vita prima di diventare un vegetale a causa di un tumore incurabile al cervello.<br />
Subito dopo il servizio su di lei hanno mandato un&#8217;intervista ad un uomo, bello, curato, elegante e totalmente devoto al signore. Egli ci racconta, con aria illuminata, che ha avuto un tumore, curabile e di come ha trovato la fede grazie a ciò, ribadendo la santità della vita, affermando che è un regalo di Dio che non va buttato. Scusate, in mezzo a tutte queste cazzate religiose forse ci siamo persi la parola importante: <strong>curabile</strong>.</p>
<p>Brittany aveva la mia età, pochissimi giorni di differenza. Era sicura che sarebbe morta a breve e in modo orribile, degenerando velocemente verso uno stato di quasi non umanità, portando con se in un abisso di dolore e agonia tutti i suoi cari. Criticare questa persona per la scelta che ha fatto, nella situazione in cui si trovava, è da egoisti, arroganti e, soprattutto, ignoranti. I <a title="Caso Brittany Maynard, il Vaticano: questa non è morte con dignità" href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/brittany-7847f7e7-aded-4e38-bef4-5f4c21716550.html" target="_blank">commenti del Vaticano</a> rientrano in tutte queste categorie. Non dovremmo permetterci di stabilire quanto una persona debba soffrire: tenere in vita qualcuno che soffre e non ha speranza di miglioramento è tortura. Tortura al solo scopo di compiacere i propri dogmi egoistici. Grazie, ma no grazie.</p>
<p>Sono sicura, anche grazie al suo esempio, che se dovessi trovarmi nella sua situazione farei la stessa cosa, che la Chiesa lo voglia o no, che la legge lo permetta o no.</p>
<p><strong><abbr title="Advanced Responsive Video Embedder">ARVE</abbr> Error:</strong> Mode: <code>lazyload</code> is invalid or not supported. Note that you will need the Pro Addon for lazyload modes.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ALS Ice Bucket Challenge</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 21:48:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo questo agosto di ghiaccio e fuoco ormai tutti sanno cos&#8217;è l&#8217;Ice Bucket Challenge. A seguito dell&#8217;iniziale ondata di video di celebrità americane la &#8220;sfida&#8221; è rimbalzata anche tra i VIP italiani,&#46;&#46;&#46;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo questo agosto di ghiaccio e fuoco ormai tutti sanno cos&#8217;è l&#8217;<a title="Ice Bucket Challenge su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ice_Bucket_Challenge" target="_blank">Ice Bucket Challenge</a>. A seguito dell&#8217;iniziale ondata di video di celebrità americane la &#8220;sfida&#8221; è rimbalzata anche tra i VIP italiani, attirando quindi l&#8217;attenzione dei telegiornali nazionali, sempre ghiotti di goliardia internettiana da ridicolizzare, finendo un po&#8217; sulla bocca di tutti.</p>
<p>Tutti sanno cos&#8217;è l&#8217;Ice Bucket Challenge. Vero?</p>
<p><em>Mia tröp</em> &#8211; mica tanto.</p>
<p>Ho circa 250 persone nel mio newsfeed di Facebook, ma nonostante il campione ristretto sono riuscita a vedere un coloratissimo arcobaleno di stronzate a riguardo.</p>
<p>Personalmente ho partecipato con il mio video stupidino grazie al tag del mio amico Diego, e sono molto contenta di averlo fatto per i seguenti motivi:</p>
<ul>
<li>Ho passato un po&#8217; di tempo con mia madre studiando il modo migliore di farmi sto benedetto video senza sembrare una marionetta controluce. La mamma non vedeva l&#8217;ora di rovesciarmi un secchio d&#8217;acqua gelida in testa dopo averla fatta aspettare appollaiata su un muretto mentre blateravo e ci siamo divertite entrambe.</li>
<li>Ho fatto ridere un po&#8217; di amici postandolo su Youtube e Facebook: priceless.</li>
<li>Aggiungendo il mio video al mucchio ho fatto sì che si parlasse di una malattia orribile, che nessuno augurerebbe mai nemmeno al suo peggior nemico, la <a title="SLA su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sclerosi_laterale_amiotrofica" target="_blank">SLA</a>.</li>
</ul>
<p>A questo punto la domanda che viene fatta dai più chiusi di mente è: «Sì, ma hai donato?»<br />
Sì, ho donato. Capra.</p>
<p>Immaginiamo una bilancia: da una parte ci sono i miei 10€ donati in sordina nel buio della mia cameretta, dall&#8217;altra milioni di video concatenati che tra una secchiata e l&#8217;altra veicolano il messaggio &#8220;La SLA è una malattia orribile, informati, parlane e dona per la ricerca.&#8221; attraversando nazioni e ceti sociali di ogni genere. Cosa vale di più? Ovviamente i video, come testimoniano i risultati della campagna: la <a title="ALSA" href="http://www.alsa.org/" target="_blank">ALS Association</a> ha recentemente fatto <a href="http://www.alsa.org/news/media/press-releases/ice-bucket-challenge-082914.html" target="_blank">un post di ringraziamento</a> per il raggiungimento di 100 milioni di dollari di donazioni in 30 giorni rispetto ai 2.8 milioni nello stesso periodo dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>Centomilioni.</p>
<p>In da face.</p>
<p>Non possiamo pretendere che tutti abbiano nozioni di marketing e capiscano il valore della pubblicità, soprattutto quando si parla di video virali su internet, i meno avvezzi potrebbero trovarsi in difficoltà a comprendere cosa stia accadendo e potrebbero focalizzarsi solo sul vile denaro ritenendo superfluo tutto il resto. A queste persone do il benvenuto nel mondo moderno, chiamato <em>era della comunicazione</em>, e senza pretendere alcuno sforzo che va oltre le loro capacità bucoliche li invito a badare solamente al risultato finale: 100milioni di donazioni in 30 giorni solo negli USA, l&#8217;intero mondo informatizzato ora sa che la SLA esiste, molti malati non si sentono più soli e abbandonati.</p>
<p>Nonostante il risultato incredibile dobbiamo comunque sorbirci:</p>
<ul>
<li>Chi caga il cazzo per lo <em>spreco d&#8217;acqua</em>, sputacchiando spocchiosamente parole come A<em>frica</em>, <em>siccità</em> e <em>bene prezioso</em>, quando magari loro abitano nelle prealpi, dove piove tutta l&#8217;estate e c&#8217;è più acqua che ad Atlantide. Questo argomento meriterebbe una parentesi tutta sua, ma a costo di ribadire l&#8217;ovvio mi limiterò a dire: l&#8217;acqua non manca certo ovunque, e non è che versando un secchio d&#8217;acqua a Toronto la tolgo ad un bambino nel corno d&#8217;Africa. Se proprio vogliamo <em>fare qualcosa</em>, è possibile donare ad una delle svariate organizzazioni impegnate a costruire pozzi nelle zone bisognose come <a title="Charity: water" href="http://www.charitywater.org/" target="_blank">Charity: water</a>.</li>
<li>Chi caga il cazzo perchè &#8220;tanto avrebbe donato lo stesso&#8221;, e a questo punto viene da chiedersi se fanno donazioni perché vogliono davvero aiutare o è solo per fare gli hipster e bullarsi con la coscienza pulita. Io stessa, se non fossi stata investita dal treno di video dell&#8217;Ice Bucket Challenge da gente che stimo come Bill Gates, Dave Grohl o Jack Black non mi sarei mai cagata la SLA, come non mi cago moltissime altre malattie finché non ci ho a che fare direttamente. Inutile negarlo.</li>
<li>Chi caga il cazzo perchè <a title="Steve O caga il cazzo" href="http://wgrd.com/steve-o-calls-out-celebrities-for-their-ice-bucket-challenges/" target="_blank">alcuni VIP non citano le donazioni e spesso nemmeno la SLA nei loro video</a>, anche se in realtà grazie alla mole gigantesca di partecipanti attirati da questi stessi VIP sappiamo tutti di che si tratta.</li>
<li>Chi caga il cazzo perchè <a href="http://www.corriere.it/cronache/14_agosto_25/littizzetto-ecco-100-euro-la-sla-rete-ridicolo-si-vergogni-4d6fd1f0-2c28-11e4-9952-cb46fab97a50.shtml" target="_blank">Luciana Littizzetto ha donato solo 100€</a>, quando 100€ sono meglio di zero e dovremmo apprezzare almeno il gesto di aver prestato la propria immagine, che vale molto di più.</li>
<li>Chi caga il cazzo perchè finanziare la ricerca significa finanziare la <em>vivisezione</em>, parolone disumano che indigna il popolo ma che in realtà è usato a sproposito, in quanto al massimo si può parlare di <a title="Sperimentazione Animale su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sperimentazione_animale" target="_blank">sperimentazione animale</a>.</li>
<li>Chi caga il cazzo perchè è di moda, e in quanto moda va subito creata una moda che va cinicamente in controtendenza, creando a sua volta una tendenza.</li>
</ul>
<p>Godiamoci comunque questo momento, a breve arriverà il prossimo <em>Harlem Shake</em> e tutti si dimenticheranno dell&#8217;Ice Bucket Challenge, della SLA e di tutto stocazzo.</p>
<p>Ed ora splash:</p>
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